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Santa Maria di Costantinopoli

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360 / 3D

Santa Maria di Costantinopoli

Anno di costruzione IX-X secolo

IndirizzoGravinella di Coriglione

Coordinate40.61871469999999,16.936977800000022


Insediamento rupestre

Insediamento rupestre di Santa Maria di Costantinopoli

Esterno

Questa cripta-basilica non ipogea si trova sulla sponda sinistra della gravinella di Coriglione, in contrada Cozzo, a circa 1 km a Sud dell’abitato di Castellaneta. È ben visibile dalla strada e la sua escavazione dovrebbe risalire al IX-X secolo, ampliata successivamente con l’aggiunta della navata destra e delle nicchie arcuate sulle pareti laterali, di gusto romanico, tra l’XI e il XII secolo.

L’ingresso sormontato da lunetta con arco a ghiera è quello originario, mentre l’altro è stato aperto in una fase di uso improprio. A destra dei due ingressi c’è un’altra grotta, probabilmente adibita a dimora del custode; sul fianco opposto della gravina si estende un complesso di grotte modificate nel tempo da tagli di cava e riutilizzo come ricovero per animali che attestano l’esistenza di un villaggio intorno al luogo di culto.

A sinistra è presente una quarta apertura che dà in un ambiente dal quale si accede, attraverso un breve passaggio, alla cripta sacra: la parete che lo sovrasta conserva i resti di una decorazione in rosso pompeiano.

Ha pianta trapezoidale divisa in tre navate con tre absidi con altare alla latina, addossato alla parete. I pilastri hanno disposizione dispari e asimmetrica: ne troviamo due tra la navata centrale e quella di destra e uno solo tra la centrale e la sinistra. L’altare centrale è in pessime condizioni ma conserva il podio. L’abside di destra presenta tre nicchie: una sull’altare e due laterali più piccole. Le pareti laterali presentano archeggiature separate da piccoli pilastri un tempo affrescati, di cui rimangono poche tracce.

Affreschi

Vuole la leggenda che i danni agli affreschi e alle pareti, tutt’oggi annerite, siano dovute all’esplosione di fuochi artificiali che qui venivano costruiti o conservati. A noi sono arrivate le tracce di undici affreschi, ma in origine dovevano essercene più del doppio.

Partendo dall’abside a destra, nella prima archeggiatura si intravede la figura di un santo con l’iscrizione esegetica S. BLASI ovvero San Biagio, nella seconda un altro santo identificato in San Michele e nella terza una Vergine, sotto la quale si scorgono i resti di un altro dipinto preesistente, identificabile dall’iscrizione del nome del committente dell’affresco in grandi lettere latine visibile sull’intradosso della archeggiatura «FIERI FECIT IACOBUS DE LOLLA SANTA MARIA DE CONSTINOPOLI». Nella quarta troviamo un’altra Vergine di cui restano solo un lembo di mantello azzurro, una mano e la scritta esegetica MATER DOMINI. Gli affreschi risalgono tutti a epoche differenti.

A sinistra le archeggiature sono prive di affreschi, mentre sul pilastro unico c’è una figura con pastorale identificato dalla scritta esegetica SCS. .COLAS (NICOLAUS). Sulla parete frontale, a destra dell’abside centrale, c’è l’affresco di San Paolo identificato dalla scritta esegetica SCS. .VL.S (PAULUS). Altri affreschi sono visibili sugli altri due pilastri, tra cui un San Pietro con scritta esegetica SCS ETRV. (PETRUS).

Su un altro pilastro un affresco simile al negativo di una fotografia in quanto ricoperto da uno spesso strato di nero fumo, di cui si intravedono le linee principali e in basso una scritta esegetica mutila «MARIA DE . . .»

Sulla parete sinistra troviamo un affresco di un santo che indossa una mantellina delimitata da puntini, non identificabile. Decorati furono anche l’altare centrale e la lunetta dell’ingresso principale: sono ancora visibili minuscoli frammenti di pittura.

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