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Santo Stefano

Anno di costruzione IX secolo

IndirizzoGravina di S. Stefano

Coordinate40.616737, 16.916231


Insediamento rupestre

Insediamento rupestre di Santo Stefano

Esterno

È ubicata nella gravina di Santo Stefano, a circa 3 chilometri da Castellaneta, anticamente costeggiata per un tratto dalla Via Appia. L’escavazione della cripta, le cui prime tracce si trovano in un documento del 1258, dovrebbe risalire all’anno Mille e s’inserisce in un insediamento di notevoli proporzioni sviluppato su più piani e nel tempo modificato per usi non abitativi. Vi si accede tramite un’ampia scalinata che inizia sul ciglio della gravina in prossimità di una masseria. L’ingresso è molto ampio a causa dello sfondamento di una parete.
Le grotte che compongono l’insediamento sono disposte su almeno tre livelli, riutilizzate di recente come ricoveri per animali.

Interno

Ha forma pseudo-rettangolare divisa in due parti, navata e presbiterio, separati da due passaggi architravati irregolari poggianti su pilastri addossati alle pareti e su un pilastro centrale oggi mozzo. La parete di fondo della navata è caratterizzata da un pilastro di sostegno volgente ad arco sulla destra e formante un ampio riquadro sulla sinistra.

L’orientamento e la mancanza di altare hanno fatto pensare, in passato, ad un semplice oratorio privato non adibito al culto liturgico vero e proprio, ma ad una osservazione più attenta venne rilevata la presenza di un archivolto absidale e di una rudimentale calotta, segni inequivocabili di un luogo di culto: in questo caso il presbiterio potrebbe corrispondere alla nicchia arcuata posta a sinistra dell’ingresso, sormontata da due finestrelle e rivolta ad Est secondo l’orientamento liturgico. Si pensa quindi che abside e altare siano stati eliminati in seguito all’abbassamento del piano generale dell’ambiente, ipotesi sostenuta dalla posizione centrale della cripta nel contesto dell’insediamento come punto di convergenza per i cenobiti.

Affreschi

Sul pilastro della parete sinistra troviamo un San Nicola in stile bizantino, dipinto con tratti di contorno monocromi su sfondo azzurro in atto di benedire alla greca. La tunica e il pallio sono ricche, e regge un libro di colore giallo. È databile attorno alla seconda metà del XIII o XIV secolo.

Il primo affresco visibile entrando nella cripta è Santo Stefano, risalente al 1300, che ha dato il nome alla gravina. Anche questo santo, dipinto secondo canoni bizantini, è riccamente vestito; sulla tunica bianca indossa una veste ricamata, la dalmatica, i piedi sono calzati e regge con la mano destra un libro e con la sinistra un incensiere. Lo sfondo è a zone sovrapposte gialla e azzurra, gialla e rossa. La testa è nimbata, il naso e le mani sono allungati. Dell’iscrizione esegetica si legge bene solo la lettera «S», mentre il resto del nome è indecifrabile.

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